lunedì 14 dicembre 2009

BINDI E DI PIETRO NON SANNO STARE ZITTI

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si dice "molto preoccupato" per quanto successo ieri a Milano al premier Berlusconi e spiega che "il fatto non può essere derubricato al gesto di un folle perché è un questione più complessa". Anche la Chiesa esprime vicinanza al presidente del Consiglio.Benedetto XVI, in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato, ha voluto esprimere al presidente del Consiglio "paterna vicinanza", augurandogli una "pronta guarigione" e deplorando l'aggressione di cui è rimasto vittima. Ne ha dato notizia oggi l'Osservatore romano.Rosy Bindi e Antonio Di Pietro scatenano una vera bufera. Dopo l’aggressione subita domenica pomeriggio in piazza Duomo a Milano dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l’invito da parte dei due politici a non “fare la vittima” e a smettere di istigare alla violenza, il Pdl insorge e urla al “ciarpame politico”. Le affermazioni della Bindi “sono un lascito del passato: nelle sue parole si percepisce quel terribile concetto di superiorità morale che è tipico della sinistra”: così il sottosegretario Paolo Bonaiuti a Radio 1 Rai: “Finché la sinistra - ammonisce Bonaiuti - si tirerà dietro questo ciarpame non arriverà a nulla. Il moralismo li anima li rende convinti di essere solo loro depositari della verità. È un'arretratezza che va superata”. Bonaiuti attacca poi il gruppo editoriale 'Espresso-Repubblica’ e l'editoriale di oggi sull'Unità, “in cui si dice che il colpo di Duomo in testa a Berlusconi gli darà più titoli e vigore per la campagna elettorale per le Regionali. ire che un fatto come quello - puntualizza - possa essere utilizzato a fini politici non fa altro che generale violenza ed odio. Mi dispiace che la sinistra riformista invece di fare proposte concrete per il Paese si allei con Di Pietro ed il suo linguaggio volgare”. Per Osvaldo Napoli (Pdl), “le parole della presidente del Pd e vicepresidente della Camera Rosy Bindi aprono la porta a un'aberrante tesi giustificazionista dell'aggressione subita dal premier. Le affermazioni di Bindi sono fatte per alimentare nel Paese un sentimento di distacco e di indifferenza rispetto alle manifestazioni di odio e alla violenza. La sua è una solidarietà pelosa, quasi estorta dal ruolo istituzionale che ricopre. Ecco che cosa si dovrebbe far conoscere dell'Italia in Europa. Ecco i compagni di merende scelti da Casini irretito anche lui, alla fine, nel fiume dell'antiberlusconismo. Su questi fatti - aggiunge - sarà opportuna una riflessione in sede parlamentare per non liquidare il tutto con dichiarazioni di circostanza. Voglio augurarmi che il presidente della Camera metta quanto prima all'ordine del giorno un dibattito sulla violenza politica in Italia”. Le parole della Bindi, sottolinea la deputata Barbara Saltamartini, responsabile delle Pari opportunità del Pdl, “sono gravissime che non solo disconoscono la tragicità dell'aggressione subita dal presidente del Consiglio, ma ne danno addirittura una giustificazione politica e culturale. Esternazioni di questo tipo, a mio avviso - dice - pongono chi le fa al di fuori di ogni sistema democratico. Pensare, poi, che provengano dalla presidente del Pd, per di più una donna e di fede cattolica, non fa che aumentare lo sconcerto e la preoccupazione. Mi auguro che l'on. Bindi rettifichi al più presto la sua scioccante intervista”. “Sulla vergognosa aggressione a Berlusconi vanno dette almeno due cose: la prima riguarda certi soggetti politici, a partire da chi, fintamente moderato, non più tardi di sabato scorso istigava alla santa alleanza contro il premier; e poi alla storia del 'mattò. È evidente che le persone normali non lanciano oggetti in faccia al presidente del Consiglio, né ad altre persone. Ci auguriamo che gli investigatori, che hanno incredibilmente tollerato le contestazioni di sabato a piazza Fontana e di domenica a piazza del Duomo, scoprano in tempi rapidissimi chi ha incitato il presunto 'mattò a combinare quel che abbiamo visto. Finché in circolazione c'è gente come Di Pietro, i 'matti’ aumenteranno”. Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
Esposto contro Di Pietro - Intanto il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, promette di presentare con alcuni colleghi un esposto-denuncia contro Di Pietro per associazione a delinquere". Il leader dell’Idv è ritenuto colpevole non solo di aver creato un clima "di odio" verso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma anche di averlo indicato, subito dopo l’aggressione subita a Milano, come "l’istigatore" della violenza. Durissimi toni anche dal presidente del Pd, Rosy Bindi, secondo la quale "resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima".

Ma quali sono, nei dettagli, le affermazioni incriminate di Bindi e Di Pietro? Solo un paio di giorni fa il leader dell’Italia dei Valori ammoniva sulla piazza violenta, piazza che si sarebbe sicuramente rivoltata ad un presidente del Consiglio come Silvio. E oggi ribadisce: "Io non voglio che ci si mai violenza, ma Berlusconi con i suoi comportamenti e il suo menefreghismo istiga alla violenza". Antonio Di Pietro commenta così quanto accaduto a Milano. "Condivido - ha aggiunto - le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese”. Intervenendo a ’24 Mattina’ il leader dell’Idv si difende dalle critiche ricevute dopo le proprie esternazioni: “È vero che il clima di odio deve cessare - ha aggiunto Di Pietro - ma non può essere usato ciò che è accaduto per fare da lavacro, da spugna nei confronti di una politica governativa irresponsabile nei confronti dei cittadini”. Di Pietro non ha chiesto scusa per le parole di ieri, quando ha definito Berlusconi un istigatore: “Vedo che anche la Bindi ha detto la stessa cosa che ho detto io oggi su la Stampa, ma se lo dico io è una cosa vergognosa, se lo dice qualcun altro… Io faccio parte di chi dissente totalmente dalle politiche del governo Berlusconi. Dissentivo ieri e oggi, anche dopo quello che è successo. Non intendo cambiare la mia posizione per un fatto grave, che condanno e deploro, e dire che dobbiamo avallare le politiche governative. Questa è ipocrisia allo stato puro. È vero o no che c'è esasperazione sociale nel Paese? È inutile che ve la prendiate con me - ha detto Di Pietro a Radio 24 -, è come se ve la prendete col medico che vi dice che c'è un tumore, prendetevela col tumore”. E a chi gli chiedeva se neppure davanti a quella faccia insanguinata non si debba fare un passo indietro Di Pietro ha replicato: “Di fronte a quella faccia insanguinata dobbiamo stare zitti? Allora non fatemi le domande e io non do le risposte. Ma se davanti a quella faccia insanguinata devo dire che le politiche di questo governo sono state fatte bene e abbiamo sbagliato a contestarle, state tranquilli che non lo dico. Questo - conclude - è un governo che sta portando avanti una politica piduista perché fa interessi di persone che hanno occupato il potere per ragioni personali, fascista e un po’ xenofoba perché applica due pesi e due misure a seconda del colore della pelle, dello stato sociale”.
Dal canto suo Rosy Bindi, in un'intervista a ‘La Stampa’, pur condannando “il gesto folle”, ha invitato il premier a “non fare la vittima”, apostrofandolo come “uno degli artefici del clima violento” nel Paese. “Resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c'è anche Berlusconi”, ha proseguito l’esponente dell’opposizione, “non può sentirsi la vittima». Per la Bindi gesti come quello di cui si è reso responsabile Tartaglia quelli «vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta, però, sono spiegabili. Motivi di esasperazione ce ne sono molti, legati alla crisi economica che alcuni pagano con prezzi altissimi. La sensazione più diffusa è che non sai più a chi rivolgerti, chi ti tutela. C'è perfino una rottura in parte creata ad arte del movimento sindacale. E poi c'è uno scontro politico che si porta dietro sicuramente frange estremiste o persone che perdono la testa, ma - sottolinea - chi ha più responsabilità fa di tutto per dividere il Paese”.
Condanna unanime - "Esprimo la più ferma condanna a questo gesto e rinnovo la mia incondizionata soldiarietà al presidente del Consiglio", ha fatto sapere in una nota Napolitano, che ha poi chiesto di "fermare questa spirale di violenza". "Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo" ha detto il ministro Umberto Bossi. E mentre Paolo Bonaiuti parla di una sinistra” che “ancora una volta è riuscita a camuffarsi da vittima e per acchiappare voti in questa fase è pronta a guardare sia alle frange della sinistra estrema rimaste fuori dal Parlamento, sia a Di Pietro che ne condiziona la politica. È difficile - ha aggiunto - poter dialogare con questa sinistra se non riesce ad essere una forza riformista, di stampo europeo e se continua a farsi condizionare da un Di Pietro che ricorre ad un linguaggio estremistico, rozzo e volgare. E poi, di fronte ad accuse infamanti e assurde si pretende che il premier non risponda?”, il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, rispondendo a ‘La telefonata’ di Maurizio Belpietro, si è detto molto preoccupato in quanto “non ha escluso che altri squilibrati possano ora ripetere il gesto, in un clima di violenza, non soltanto verbale, che viene sollevato e che costituisce lo sfondo. Credo non ci si debba porre l'animo in pace - ha detto Mantovano - dicendo 'è uno psicolabile’. Anzi, questa è una fonte di maggiore preoccupazione che rende l'opera di prevenzione molto più complicata e difficile, perché purtroppo soggetti poco equilibrati e più o meno psicolabili sono tanti e se cresce questo condizionamento esterno che porta a individuare in una persona, in questo caso nel capo del Governo, non un avversario ma un nemico, possibilmente da abbattere, non è da escludere che altri psicolabili possano ripetere il gesto compiuto ieri sera immaginando di essere i vendicatori”. Critico anche il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che in occasione del Forum Italia-India a New Delhi condanna il clima di “odio verso l'avversario politico” che finisce “inevitabilmente” per generare violenza. “Non si può non constatare - ha proseguito - che quando si semina odio verso l'avversario politico, quando si giustifica l'intolleranza, quando si passa dalle critiche politiche all'aggressione personale si finisce inevitabilmente per generare violenza”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini esprime totale solidarietà e condanna il “gesto grave e preoccupante”, come è stato definito dal portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi, mentre Rosy Bindi ammonisce: "Berlusconi non strumentalizzi e non faccia la vittima". Ferma condanna arriva da Pier Ferdinando Casini: "La violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma". Di un gesto “inqualificabile che va fermamente condannato" parla il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in linea con Dario Franceschini: "Quello che il presidente del consiglio ha subito stasera a Milano è un atto ignobile. In una democrazia nessuna forma di contestazione può mai degenerare in atti di violenza. Al presidente Berlusconi va tutta la mia solidarietà".

BINDI MA TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE DICI... NON FARE LA VITTIMA..

BINDI: «IL PREMIER NON FACCIA LA VITTIMA» - Commentando l'aggressione al premier, il Pd attraverso il segretario Pier Luigi Bersani, ha parlato di un «gesto inqualificabile che va fermamente condannato». Ma in un'intervista a La Stampa, Rosy Biondi pur condannando «il gesto folle», ha invitato il premier a «non fare la vittima», apostrofandolo come «uno degli artefici del clima violento» nel Paese. La presidente del Pd ha espresso «solidarietà» a Berlusconi, ma ha anche sottolineato che «resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c'è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima». Per la Bindi gesti come quello di cui si è reso responsabile Tartaglia quelli «vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta, però, sono spiegabili». «Motivi di esasperazione ce ne sono molti, legati alla crisi economica che alcuni pagano con prezzi altissimi», ha detto Bindi a La Stampa. «La sensazione più diffusa è che non sai più a chi rivolgerti, chi ti tutela. C'è perfino una rottura in parte creata ad arte del movimento sindacale. E poi c'è uno scontro politico che si porta dietro sicuramente frange estremiste o persone che perdono la testa, ma - sottolinea - chi ha più responsabilità fa di tutto per dividere il paese».

DI PIETRO ...ECCO IL COMMENTO DEL VIOLENTO DI PIETRO..

CONTRO LA VIOLENZA MA LUI ISTIGA» - Nel suo commento a caldo all'aggressione dei Berlusconi, Di Pietro aveva detto di condividere «le rimostranze dei cittadini che ogni giorno vedono un premier che tiene bloccato il Parlamento per fare leggi che servono a lui e soltanto a lui, mentre milioni di cittadini perdono il lavoro e faticano ad arrivare a fine mese». Proprio pochi giorni fa Di Pietro, nel corso della manifestazione della Cgil a Roma, aveva detto: «Se il governo continua ad essere sordo ai bisogni dei cittadini, si andrà allo scontro di piazza, e lì ci scapperà l'azione violenta se il governo non si assume la responsabilità di rispondere ai bisogni del Paese». E dopo le critiche piovutegli addosso da tutto il Pdl e la presa di distanza di Pd e centristi, il leader dell'Idv ha mandato una nuova nota: «Come al solito quando si tratta di criticare l'Idv i soliti "Soloni" capiscono fischi per fiaschi. Ribadisco allora che noi tutti deploriamo e condanniamo l'aggressione subita dal presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro!». «Però - aggiunge - non può e non deve legittimare e giustificare la dilagante esasperazione che l'assenza di politiche economiche e sociali di questo governo sta provocando nei confronti di miglia di lavoratori e padri di famiglia. Non è prendendosela con me che si risolvono i problemi, ma affrontandoli e dando risposte ai bisogni dei cittadini, cosa che il governo Berlusconi non ha fatto e non pare abbia alcuna intenzione di fare». Lunedì mattina l'ex pm è tornato a respingere con fermezza le critiche e ha puntato il dito contro «il balletto sconsiderato di criminalizzazione nei miei confronti a cui sto assistendo da ore».

DI PIETRO DIMETTITI

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